Festa dei cuochi: gli chef agrigentini riuniti a Sciacca per offrire la loro arte ai meno fortunati

Agrigento - 18 Ottobre 2016

di Marcella Lattuca

Il 13 Ottobre segna una data importante per tutti coloro i quali si occupano di cucina, perché ricorre la festa dei cuochi Italiani. San Francesco Caracciolo è il santo protettore dei cuochi, proprio perché, nella sua vita esplicitò, il suo amore per il prossimo, cucinando per tutti i poveri e bisognosi. A seguire l’iter per il riconoscimento del Santo quale patrono dei cuochi, fu il compianto prof Salvatore Schifano che, nel 1996 insieme a Padre Luigi Affoni raccolse l’adesione di 25 Vescovi in Conferenza Episcopale. Da allora San Francesco Caracciolo è diventato il Santo protettore di tutti coloro i quali si occupano di ristorazione. Quale modo per celebrare il proprio patrono, se non quella di calcarne le orme, offrendo cibo ai meno fortunati? E’ ciò che è stato messo in atto nell’istituto Alberghiero “Calogero Amato Vetrano” di Sciacca. 075 Invitati dallo Chef nonché professore dell’istituto, Giovanni Montemaggiore, diversi “colleghi” provenienti da diverse parti della Sicilia per portare il proprio contributo in un’occasione importante come questa. Intervenuta l’associazione cuochi Agrigento con il Presidente, lo Chef Sergio Sinagra, accompagnato dalle Lady Chef, che hanno arricchito il tavolo del buffet, offerto agli ospiti dei centri d’accoglienza, e ai disabili appartenenti a diverse associazioni, con una torta con l’effige del Santo e con il Cous Cous dolce, piatto che rappresenta “l’impronta digitale” delle Lady Chef. Intervenuti inoltre Chef Jack Bruno, Chef Francesco Lelio da Palermo che ha offerto le pietanze tipiche dello “street food” del suo territorio: “pani cà meusa” e panelle. Una “nota dolce” è stata anche data dal maestro pasticcere Giovanni Mangione con le sue sculture di cannoli siciliani. A questo si sono aggiunte le pietanze preparate dagli alunni dell’istituto alberghiero. Una ricorrenza che è stata fatta coincidere con la “Giornata mondiale dell’alimentazione sana”, ed, in accordo con questo, tutti i piatti offerti sono stati preparati con ingredienti “poveri” del territorio e della tradizione. Un momento di solidarietà che rispetta appieno ciò che San Francesco Caracciolo faceva per i meno fortunati e che, ancora una volta, vede protagonisti i professionisti del settore che mettono a servizio della collettività la loro professionalità e il loro genio creativo.

Foto via: teleaesse.it

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